Quale sentimento puo' giustificare
questo scempio?
Senza respiro
attaccata al pavimento
con i capezzoli irti
e il cuore gonfio di pianto
ti ho sentito urlare
e ti ho scacciato
ti ho allontanato,ma non capivi
ho cercato di salvare le mie giovani pelli
perche'sei pericoloso e diabolico
e io non ho piu' risorse.
Che Dio ti inculi pure
se non vuoi che me ora
sono solo tuoi problemi,se vogliamo,
e io ho gia' trent'anni e un affitto da pagare
e a sentire questa viola suonare
potrei anche piangere per delle ore
per tanto
cazzo
vedi di essere un po' piu' cortese.
e non ho detto dolce
solo cortese
solo educato
solo
solo
solo non essere quell'animale di sempre
piccolo parassita efebo
donna dai testosteroni sviluppati
uomo dagli estrogeni a palla
cosa cerchi
cosa cerchi in questo inferno dorato
dove il mago di Oz ha fatto un mutuo
e la sua bimba ha venduto le scarpette per una dose di Crack.
Ci fosse almeno Iddio a fermare i nostri scalpitii
a farci sentire meno soli
senza obbligarci ad infilarci in storie di merda
in donne che non sono donne
in uomini che sono pagliacci
in vite che non ci appartengono.
Volesse Iddio che ci salvassimo tutti.
Per pieta'.
E che alla fine il giusto trionfasse.
Come nella Bibbia,ricordi?
Ho bisogno di questo sentirmi marcia,se vogliamo,
di questo sentirmi sporca,di questa clandestinita' che
fa battere le mie palpebre e i miei neuroni non si sentono
piu' soli.
Abbraccio i miei fianchi e mi inebrio di gioia.
E sento che tu sei li' a ricevermi.
Apri il tuo arido cuore
ci inietti un overdose di senso di benevolenza
mi abbracci
mi stringi forte
fingi che io esista
e lo fai da Dio.
Intanto io,il coniglio bianco,
bevo un altro bicchiere di rosso,
e ingoio questo amaro "Essere trasparente",
che mi insegue da anni,
sebbene trasparente non sia.
E alla fine mi sciolgo
mentre prepari l'ero da fumare
sulla stagnola
mentre io
povera donna
ho ingoiato troppi Xanax
per starti dietro
Dio ci aiuti,tesoro.
Sono arrivata.
Qui davanti sto,e cerco il mio rossetto scuro nella borsa.
Ascolto "shine on your crazy diamond" dei Pink Floyd
e asciugo le lacrime con un fazzoletto di crine.
Con le mie iniziali sopra.
Mi inginocchio a terra,
prego Dio,che mi ascolti,
e chiedo perdono dei miei peccati.
E delle mie esigenze malsane.
Santo Dio!
Che mi prenda tra le sue braccia ora...
Ora che non ho pace ne' voglia di averne.
Ora che vorrei fluttuare come bit nella rete.
Ora che ho solo bisogno di sentirmi dire ti amo baby.
Scuoto la testa a ritmo,
e immagino il tuo abbraccio forte,che mi cinge
e mi scalda al contempo.
E che non sostituira' mai quello che voglio,
perche' io volevo molto meno.
E ora ho tutto questo e non so che farne.
HAI DEGLI AVANZI IN CUCINA?NON BUTTARLI!
LA RICETTA DEL GIORNO,CANEDERLI CON SPINACI!
Sto cazzo.
Mi incupisco un poco e mi chiedo perche',
Perche',perche' tutti vogliano darmi sto affetto che
non voglio.
E che voglio solo da te ma non me lo dai,cazzo di un DIO?
D'un tratto piango.
Mi lascio andare,mi rilasso.
Fa caldo qui,e anche se ho il cuore gelido,tiro su il termostato.
Anzi,a maggior ragione.
Mi sono risvegliata con la faccia incrostata di sperma.
E si fotta la morale.
Ma il cuore,era comunque arido e spoglio
Nessun giovamento.
Nessuna certezza.
Nessun segno di calore umano.
e L'ARCHITETTO NON HA APPROVATO IL PROGETTO.
CATTIVE FONDAMENTA,HA DETTO.
TRABALLANTI.
SI RISCHIA IL COLLASSO.
E Nancy-beth lo sapeva,ma ha chiuso un occhio.
E intanto muove ancora la testa a ritmo,ma non paga.
Evviva Gilmor,se cosi' si scrive.
Non c'e' amore in questo mondo.
Non c'e' amore in questi tempi.
Non c'e' amore.
NON C'E AMORE.
E certo io non sono una che professa il
peace and love,anzi.
Sono una belligerante amante di Papini e Marinetti
e della guerra giusta.
Di Adolf quando non smaraglia troppo
e di Goebbles,con quei bei bambini.....
Ma non c' e'amore.
perche' anche nella guerra dovrebbe esserci.
Perche' anche nel delitto cova l'amore seppur malsano e sporco.
Perche' il mio glabro clitoride affamato,
urge di lingue appassionate e amorevoli.
Ma potro' io capirle e amarle?
mI PORGO UNA DOMANDA E MI DO UNA RISOSTA.
MARZULLO DOCET.
Che bella cosa e'l'amore.
Solo Dio potra' dirlo.
Shabbat Shalom a tutti.
Al mio prof di filosofia del liceo.
Caro prof. Zizi,
talvolta mi chiedo, come possa tenere in conto le riflessioni spinoziane sulla metafisica.
Esse, infatti, si reggono su traballanti sillogismi aristotelici, che da noi possono essere divelti, se non dalle umane creature.
Nonostante tutto, faccio mia, senza malgrado,la teoria di riduzione a contraddizione della pretesa di assolutizzare il particolare e fare di esso l’Intero ovvero Dio.
Quel silenzio di cui parla Spinoza.
La parola non detta,la comunicabilità empatica.
E per quanto mi pecchi,lei proprio me l'ha insegnata.
L'intuizione,che poi non si insegna,ma è endemica.
Inculcata nel telencefalo,marchiata a fuoco,tanto che oramai, spesso,è sì difficile parlare meco senza desiderare di uccidermi o,quantomeno,colpirmi con un'accetta.
Perché io contraddico anche il mio nome.
Lei conosce le mie movenze interiori di donna-bambina, e certo che le conosce,visto che vi ha lottato per anni.
Io che mi misi a capo del comitato contro la sua persona,ma che più di tutti l'amavo.
Lo feci per lei e per le mie donne.
Che desideravano imparare,ahiloro!
E lei che nel suo nazismo altero selezionava all'ingresso.
Eppure,io davvero ero la più devota.
E nonostante abbia causato il suo più grande esaurimento lei si scomodava a interrompere le mie lezioni di greco per chiedermi di me.
Come stai e ti ho vista in quel locale bere l'whisky che fa male,ragazzina stupida vai a studiare che domani ti interrogo Shelling e se non lo sai a menadito ti do due.
E mi dava sempre otto anche se leggevo dal libro sotto la cattedra.
E lei mi vedeva e anche se contraddicevo le più alte teorie filosofiche.
Sempre otto.
Perché le argomentavo.
O se le argomentavo.
IO.
E alla fine noi avevamo pure questa origine in comune, questa origine ebrea che ti marchia a fuoco e ti fa votare a destra con il pensiero.
Che ti fa dire ebreo bastardo ma alla fine i nostri nonni si chiamavano Levi.
E poi le sue dita a bacchetta di tamburo,che io e la Cinzia la chiamavamo lampadina.
Ma non per questo io pensavo lei fosse scemo,solo poco propedeutico e-o pedagogico.
Perché io la capivo appieno e anche troppo,se vogliamo,ma le mie donne restavano con la bocca aperta e sbavavano come per effetto di torta Sacher.
E poi.
Questo lo vorrei proprio sapere.
Lei mi interrompe la lezione di chimica.
Entra in classe con un libercolo sotto il braccio e dice alla professoressa Fiori che mi ha già adocchiata: dovrei parlare con Beth,se,per favore,potesse uscire fuori.
E tutte le mie donne si guardano,e mi guardano,e pensano chissà cosa sarà mai successo.
Allora io non mi spavento perché le cose noi non ce le diciamo mica.
Solo lo so che non ha cattive intenzioni e che è una delle sue solite fuorate e sarà anche una delle mie,alla terza ora,che lo racconto.
Allora io esco e la guardo ammiccante e lei arrossisce.
E balbetta pure.
Dice:Elisabetta.
E solo lei mi chiama così,perché gli altri prof mi danno del lei o mi dicono Beth o ragazzina impertinente o brava o lei sì che lo saprà di sicuro
O prendete esempio da lei.
Lei solo fa Elisabetta.
E io non mi ci riconosco in quel nome,se non quando mi chiama lei,prof Zizi.
Allora mi dice ancora,Elisabetta,ma cosa sta succedendo.
Io le sorrido e dico solo che se vuole sapere con chi scopo certo non le farò fotocopia di carta d'identità.
Io non lo se lei mi ama,ma mi sembra quasi di sì.
Perché mi sembra che i suoi occhi siano lucidi e mi fa menate sulla mia giovane età.
Che non la dovrei sprecare con i balordi.
E che mi ha visto.
Mi ha proprio visto mentre gli davo la lingua in bocca.
Io solo le chiedo se fosse il caso di interrompere la mia lezione di chimica così,che prenderò chimica alla università e non filosofia.
Ma lei arrossisce ancora e si scusa con Elisabetta.
Che resta un po' basita,ma non si stupisce di niente.
Accetta tutto come ogni filosofo spinoziano.
Come il tutto,l'uno,DIO.
Quell'infinito di cui lei ha visto in me la proiezione.
Io asserisco e io nego.
Io nego e asserisco.
Io sono dio,ma lei forse si è preso una bella cotta.
Così mi dice che ha un regalo per me,e c'era ben motivo di interrompere le mie stronzate scientifiche,che la scienza fa solo ammutolire l'animo e incattivire anche i più buoni.
Spero non si riferisca a me.
Ed eccolo lì,il suo libercolo,fiammante.
Ha anche cancellato il prezzo,e quindi lo ha comprato.
Non glielo ha certo dato il provveditorato.
E' un vocabolario gnoseologico filosofico.
Prendilo Elisabetta,conservalo con cura ti servirà.
Come se la vita fosse così facile....
E' tutto più a portata d'uomo,e io non sono un uomo né una donna.
Io lo sa cosa sono.Sono lei sono tutto sono niente non sono diversa da lei né da me né da tutto né da niente.
Quel vocabolario,ancora mi chiedo perché.
Perché non Olga Ciuti.
Perché io?
Solo mi chiedo,perché a me.
Perché a me.
Io.
Io poi la ho rivista.
Due volte.
E l'ultima era Natale.
Il 25 di dicembre.
Io ero in stazione che arrivavo da Bologna e lei pure,in stazione.
Comprava il giornale.
Io le sono saltata addosso con il "mein kampf" in mano.
E lei è arrossito.
L'ho vista diventare di porpora di fronte alla mia finta innocenza.
L'ho baciata e le ho detto che bella sorpresa.
Quanto tempo...
Ma un uomo della sua età non dovrebbe stare qui a Natale.
E lo so che lei e' ebreo,quando vuole...
Ma solo l'ho pensato e non gliel'ho detto.
E l'ho baciata.
E ho visto il suo super io infilarsi lo smocking migliore e annodarsi il papillon davanti allo specchio.
Elisabetta,suvvia...
Ma sorrideva,l'ho scorto il suo imbarazzo direttamente proporzionale al suo amore.
Poi dico che vengo da Bologna e lei mi dice che allora il destino esiste e che lei scrive per il foglio spinoziano di Bologna .
Ma quale destino penso.
Lei scrive sul foglio spinoziano.
Io scrivo.Lei scrive.
Io ho scritto un libro dico.
E lei si emoziona e al suo smocking si aprono i bottoni e si allenta la cravatta.
Cara piccola.
Ventisette,ribatto.
Ventisette anni.
Lo ero piccola,ora no.
Sempre piccola,dice,piccola schizofrenica ebrea.
Jews,urliamo insieme e ridiamo.
E lei guarda il "mein kampf" e dice,non cambi proprio mai malata stoccolmense.
E mi racconta del suo foglio,che lo so che lo leggete in venti in tutto il mondo,ma lei sa pure che la prima cosa che farò a casa sarà di accendere il computer e di cercarla,la sua rivista,nel caos ingestibile della rete.
E dalla sua smorfia capisco che sua moglie,che bella donna,l'ha nuovamente sfrattata.
E che nessuno la capisce perché ragiona come Spinoza.
E le cose non le dice,che le capisca chi le può capire,altrimenti non è degno della mia intenzione.
E lo so e lo so che lo so.
Ma e ' dura.
E se sorride piange e se urla disperato si inebria di gioia.
Asserire e ' negare e negare e' asserire.
Ma detto in latino non lo ricordo.
Ma con questa menata,a gennaio,ci ho quasi rimesso i polsi.
Ma siccome non era ancora avvenuto non ho potuto spiegarglielo.
Perché prima di questo,dei polsi,intendo,il danno del mio io spinoziano non lo avevo ancora scorto.
Solo chi mi stava vicino.
Che di certo non se l'e' passata bene.
E quindi,forse,lo so che e' meno romantico e teatrale e profondo,ma ogni tanto ci si deve mettere l'abito da lavoro e scendere nel mondo terreno,in questa fabbrica globale.
E dire ti amo se si ama e ti odio se si odia.
Perché noi eletti siamo davvero pochi.
E ci capiamo solo tra noi quando NON PARLIAMO.
E ,a volte,forse vale la pena di sporcarsele le mani,con un umano.
O forse no.
Ma e' un gioco da tentare.
Magari sua moglie non la butta più fuori di casa.
Però me lo chiedo perché ci andiamo ad imbrattare con questi pseudofacchini dell'esistenza.
Lei lo sa,forse?
Forse perché ci sentiamo soli.
O forse,perché il tutto non nega niente e non ne è diverso.
Non e' diverso dal diverso e per tanto ne e' simile.
Allora un diverso,per me che sono tutto,e' anche un mio simile.
Come fosse il tutto anche lui.
Ecco,forse e' questa la spiegazione.
Ci pensi.
Io l'ho fatto.
E sinceramente non sono tanto convinta.
Ho bisogno di conferme.
Da un mio simile,ad esempio.
Mi illumini,la prego.
Sua
beth
Sono una donna a pezzi
Come sono piccola e gracile!
Esile bimba ariana.
I miei capelli bruni contrastano con la carne nivea.
Le mie dita sottili ne scioglono i nodi.
Mi specchio in questo torbido torrente,
sporco,malsano e impervio.
E d'un tratto la mia persona ne resta ammutolita,
e immenso e' il desiderio di tuffarcisi a picco.
Che Iddio mio mi perdoni,se puo'.
Detto questo,non perdetevi assolutamente"Before the Poison"