LIVORNER IL LAVATIVO.
Questa mattina Nancy e' stata svegliata da una telefonata di Livorner,
il quale,fingendosi malato,la informava che stasera non sarebbe venuto
in ufficio.Non ci sono dubbi,il ragazzo e' proprio un fancazzista!
La modestia ha pesantemente colpito.Cosi' la trasferta verso Milano
e' sfumata.Il dispiacere non e' tanto per gli Slayer,ma per il fratellino
di Nancy,Little Metal,che e' arrivato a Milano apposta dalla Sardinia.
La serata e' evoluta in cena al grattacielo per il caro Forty,che oggi
compie 41 anni.Nero D'Avola e birrini....Ma Nancy,la dark lady,per quale motivo
ha girato tutta la sera con questo furgone?E perche questo austero trabicolo
e' parcheggiato,stipato di strumenti,sotto casa della nostra eroina?
Sabato Christian Rainer a Bagnocavallo(Ra)
Chi non crede piu' nella musica venga a ricredersi.

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Berlin di Nancy.(Molto liberamente tratta da Berlin di Lou Reed)
Berlino,senza muro.
L’avresti mai detto che saremmo stati qui proprio ora.
Proprio ora che non c’e’ piu’ il muro?
Mi rattristo per averlo perso per pochi giorni.
Mi rattristo anche per te,che ci tenevi tanto.
Berlino.
E’ cosi’ bella.
Io che qui mi sento nana e vorrei fare l’operazione di addizione ossea.
Cosi piccola mi sento.
Io,soli cinque piedi e dieci pollici.
Berlino e ci infiliamo nel primo locale fumoso.
Dirimpetto al tavolino rotondo e piccolo.
Coperto da tovaglia in pizzo bianca.
Adornato di bianche candele a fusto lungo.
E ordini quello Champagne che mi piace tanto sul gelato…
Nel ghiaccio,cosi’ lo portano.
E sul palco di questo piccolo caffe’ qualcuno suona pezzi struggenti.
E la chitarra stride come un’affettatrice per salumi.
E una donna dal vastito lungo,pettinata come negli anni venti,con tutte quelle ondine nei capelli…
Lei canta con un microfono di quelli vecchi.
Oh….il fascino del vintage.
In questo locale fumoso e buio che quasi mi lacrimano gli occhi.
E dice-Oh,tu hai ragione e io torto-
Cosi’ sussurra la donna in questo microfono da film.
E io mi sento quasi in paradiso.
Cosi’,vedo che inizi a dissociarti dal presente.
E a ricordare il futuro.
Di quando me ne sarò andata.
Cosi’ posso leggere nei tuoi occhi di quanto io ti manchi,ora…
Ora che me ne andro’.
Ora che ricordi quel dolce giorno in cui andrò via.
Cosi’ ti spiego come sia stupido guardare sempre al domani,e che ogni tanto,o meglio spesso,sia pregevole godere degli attimi che viviamo.
Quelli che accadono in tempo reale,insomma.
E’ che la diretta è certo piu’ vivida della differita.
Ma tu continui a ricordare di quel giorno dolce in cui me ne andrò,mentre la biondina,dal palco,sussurra-
Oh,tu hai ragione e io ho torto-
Coi’ mi vien quasi voglia di soffiare sulle candele che abbiamo sul tavolino.
E spegnerle pian piano tutte,anche sugli altri tavoli.
Cosi’ che il buio freddo ci avvolga.
E spezzi questa tiepida aria cosi’ romantica,se vogliamo.
E sto per farlo e dire:
-sto ricordando di quando le candele saranno spente-
Ma mi sento quasi in paradiso….
E poi tu hai ragione e io torto.
In questo dolce giorno…
Cosi’,solo,guardo di fuori alla piccola finestra l’Alto muro.
Che io posso scorgere,ma tu no.
E solo dico:
"non scordarti l’alto muro,in questo dolce giorno che me ne andro’"

An Angel in the river.
Ti ho guardato dormire tutta la notte
e ho pensato
ecco
ecco,il mio carnefice.
Mi arrovellavo il cervello cercando una spiegazione
ma tu continuavi a dormire beato,incurante della mia sofferenza
e di quella di lui.
Eravamo li' solo per te,narciso esponenziale,solo per
il tuo bel faccino,e la tua spocchia,Herr Vollkommen.
La tua nobile alterigia e quel tono seccato.
E il tuo diniegare a chi ti vuole rendere omaggio.
Piccolo bastardello presuntuoso.
Ed e' vero che gli angeli non hanno un sesso,
poiche' ne hanno due.
Cullàti dall' ovatta si sentono sereni.
Le pupille sottili e i denti ingialliti,che ad un angelo
non fanno certo onore.
Hanno le vene disegnate da un certo Albert Speer e
le mani bianche come neve.
LENI TI RIPRENDE NEL TUO DORMIRE.MA LA VOLONTA',
STAVOLTA,NON TRIONFA.
NON TRIONFA.
NON TRIONFA CHE IL TUO EGO,CHE FAGOCITA AMORE
SOTTO FORMA DI POLVERE.
POUDRE.
COME CIPRIA IMBELLETTI LE TUE NARICI,E LE VENE POI...
Ma la cipria non nasconde che dei brufoli.
Cosi',quando solo nel tuo bagno,lavi il viso.
Quando asporti quello strato di polvere bianca.
Non resta che il tuo volto.
Arrossato,tumefatto di batteri piogeni.
E Wagner non ti e' d'aiuto adesso,quando l'acqua del fiume,al vento,si deforma.
E del tuo bel faccino,non resta che il ricordo,che si dilata per mezzo
del moto ondoso.
Che si perde tra le sponde di questo fiume.
Che si stanca di camminare dal lato selvaggio.